Ed eccoci alla seconda puntata del nostro racconto di un viaggio verso Praga, alla volta del Dog Puller World Championship che si disputerà a Praga il 14 e 15 settembre.
per chi si fosse perso la prima puntata:
Per la prima volta un rappresentante di Dog Puller Italia sarà presente a questa importante manifestazione.
Purtroppo Marco Chiaro, fondatore di Dog Puller Italia, invitato a far parte dello staff dei giudici, non potrà partecipare per motivi personali, e non potrà accompagnare Saverio Casti, che si sta preparando a questa splendida avventura.
Abbiamo intervistato Saverio, andiamo a conoscerlo.
DPI:
Saverio, quando e come hai conosciuto il Dog Puller?
Saverio:
Sono venuto a conoscenza dell’esistenza della disciplina del Dog Puller un paio di anni fa, grazie ai post condivisi sui social, Fb in primis, da Dog Puller Italia.
In verità utilizzo i puller da parecchio tempo come attrezzi alternativi ai vari manicotti e cuscini che usavo ed uso tutt’ora per allenare i miei cani, nello specifico 3 Staffordshire bull terrier .
Mi ha colpito la versatilità dell’attrezzo e, pur non conoscendo le regole del Dog Puller, ho iniziato ad usarli alternandoli soprattutto per rinforzare il riporto e il lascia, fondamentali che nei cani da presa sono molto difficili da gestire
DPI:
Cos’è che ti ha affascinato di questa disciplina fino a portarti a praticarla con passione?
Saverio:
Mi ha affascinato il fatto che questo attrezzo nella sua semplicità potesse essere usato oltre che per finalizzare la preparazione fisica anche per rafforzare il legame nel binomio, poiché sostanzialmente e’ sempre stato una sorta di premio dopo magari un allenamento intenso.
E devo dire che i miei cani ,anche se stanchi ,alla vista dei Puller si eccitano perché capiscono che seguirà una fase di gioco e, cosa per me importantissima, un momento di interazione.
DPI:
Quali sono, se ci sono, le difficoltà che hai incontrato nella pratica del Dog Puller?
Saverio:
Chi possiede Terrier tipo bull sa che per loro natura far mollare la presa su di un qualsiasi oggetto e’ un’ impresa e i Puller non sono esenti da questo concetto.
La loro possessività e’ l’ ostacolo maggiore su cui ho dovuto e non smetterò mai di lavorare se voglio continuare a praticare il Dog Puller, ma come dicevo prima rafforzando col gioco il rapporto di fiducia nel binomio gradualmente quest’ ostacolo si può superare.
Inoltre soprattutto le regole del running impongono al binomio un’ intesa difficile da realizzare se non con un’ intenso e graduale lavoro.
A chi ha delle remore ad iniziare il Dog Puller posso solo dire che se ci si riesce con un Terrier tipo bull si può farlo con qualsiasi altra razza o incrocio.
DPI:
Hai partecipato a diverse gare di Dog Puller; raccontaci questa tua esperienza
Saverio:
Ho iniziato quest’ anno a partecipare a gare di Dog Puller grazie anche all’ invito a mettermi in gioco da parte di Marco Chiaro.
Avrei voluto farlo prima ma gareggiando in discipline totalmente diverse avrei dovuto cambiare la finalità della preparazione.
Come ho già detto a Marco ciò che mi ha colpito già dalla prima gara è stata l’ atmosfera rilassata e amichevole che ahimè non riuscivo più a vivere in altri ambiti dello Sporting Dog e ,non ultimo, l’ organizzazione e la sportività di tutti i partecipanti.
Ii giudici e lo staff organizzativo sono sempre stati prodighi di consigli e chiarimenti sui regolamenti e, soprattutto per un’ esordiente, tutto ciò e’ molto importante
DPI:
Delle due prove, running e jumping, ne preferisci una? E se sì, perché?
Saverio:
Mi piacciono entrambe, in verità non saprei quale preferire .
Nel Jumping la cosa difficile e’ coordinarsi col proprio cane , io non uso guanti perché ho la massima fiducia nel morso dei miei cani ….il lavoro svolto nel tempo per affinare la precisione del loro morso e’ stato essenziale.
Nel Running penso che il avoro del conduttore ,la sua precisione dei lanci e anche una buona preparazione fisica possono fare la differenza e questa” responsabilità” forse me la fa preferire come disciplina
DPI:
Fra pochi giorni partirai per questa bella avventura: chi è, o quali sono, il tuo (i tuoi) compagno/i di avventura?
Saverio:
I miei compagni di viaggio saranno il mio vecchio camper “Peppone lo scorreggione”e i miei due Staffy: Tyson,che a 9 anni suonati sono sicuro mi regalerà nuove emozione e Ariel, sua figlia, che mi porterò appresso per fare esperienza (se possibile la iscriverò alla categoria Hobby)
Purtroppo per motivi famigliari mia moglie non potrà esserci e mi mancherà la sua compagnia e il suo importantissimo apporto nella gestione dei due nani malefici.
Sarebbe stato bello riuscire a comporre un Team Italiano e spero che la mia esperienza diventi uno stimolo per chi vorrà partecipare al prossimo Campionato del Mondo.
DPI:
Quali sono i tuoi obiettivi?
Saverio:
Il mio primo obiettivo e’ vivere appieno quest’ avventura; ho già gareggiato nei paesi dell’ Est Europa e conoscendo la mentalità di queste popolazioni a riguardo delle attività cinofile sportive sono sicuro che mi divertirò.
Per quello che riguarda la competizione, le aspettative non sono elevate; sono consapevole che la maggior parte delle Nazioni partecipanti praticano il Dog Puller da parecchii anni, d’ altronde la nostra Federazione e’ molto giovane e c’ è molta strada da percorrere per colmare questo gap.
Inoltre Tyson ha 9 anni e dovrà competere con cani molto più giovani ma allo stesso tempo più esperti nella disciplina
Ma di sicuro ce la metteremo tutta per cercare di fare buona figura, per noi esserci e’ già una vittoria .
DPI:
Tutto il mondo di Dog Puller Italia ti ringrazia per questa tua partecipazione, e ti fa una grande “in bocca al lupo”
Saverio:
Sono io che devo ringraziare Dog Puller Italia nella persona di Marco Chiaro per questa opportunità, non dimenticando tutti i componenti della Federazione .
Viva il lupo!
